La strada (Cormac McCarthy)
Quando la parola della letteratura giunge ad incarnare l’indicibile siamo in presenza di un grande libro. E ne La strada, l’ultimo romanzo di Cormac McCarthy, è il mistero dell’irriducibilità della vita che prende corpo nel viaggio drammatico di un padre e di un figlio non ancora adolescente. Siamo negli Stati Uniti di questi tempi, ma del mondo che conosciamo non è rimasto quasi nulla. Una catastrofe ha ridotto la terra ad un deserto di alberi bruciati e di cenere. Il sole è quasi completamente scomparso dietro ad un cielo di piombo e le notti sono cieche, impenetrabili, dominate da un’oscurità che “fa male alle orecchie a forza di ascoltare”, il solo suono udibile lo fa il vento gelido tra i tronchi nudi e anneriti. Il freddo non dà tregua e i due camminano verso sud spingendo sulla strada un carrello di un supermercato e facendo attenzione a non essere avvistati da altri sopravvissuti, molti dei quali si cibano di carne umana. La sopravvivenza dipende essenzialmente dal reperimento del cibo, ma le città sono state razziate da tempo e [Continua »]

Demetrio Paolin e Ferruccio Parazzoli. Un giovane e un veterano delle nostre lettere. Di qui un saggio, di là un romanzo-non romanzo, meglio una vorticosa e visionaria serie di immagini. In comune la cosa da narrare. Gli anni di piombo. Paolin concentra la sua attenzione sulle scritture che si sono occupate di terrorismo, mancando a suo giudizio un’occasione storica: quella di comprendere la dimensione tragica degli eventi e di puntare lo sguardo sulle vittime, veri “fantasmi” della narrativa di quella stagione. Parazzoli, invece, rilegge la vicenda Moro dal punto di vista di papa Paolo VI, che, novello Giobbe, si vede inconsapevolmente strumento di una rinnovata scommessa tra Dio e il Diavolo sulla fedeltà e la fede di un vicario di Cristo messo atrocemente alla prova dalla storia. Qui di seguito potete vedere le due interviste rilasciate dagli autori a La Compagnia del Libro.
Si può parlare della bellezza? E cosa c’entra la letteratura?