Domani è un Altro
Chissà come sarà stato il domani di Rossella O’Hara. Si sarà trattato veramente di “un altro giorno” o sarà corso via come tanti altri, nell’affannosa lotta per mantenere stile di vita e apparenze tra i campi di cotone della Georgia?
Sembra in qualche modo significativo che un’epopea di circa quattro ore – straziata da una guerra civile e dall’accumularsi di morti, ora per cadute da cavallo, ora per malattie, ora per scontri a fuoco – si concluda infine con uno sguardo di speranza verso il futuro. Nell’ossessione, tipica della serialità contemporanea, di dover esaurire completamente le narrazioni nel proprio arco, dicendo spesso molto più del dovuto sui destini dei singoli personaggi, Via col vento emerge come un retaggio quasi preistorico. Quattro ore non sono sufficienti per esaurire il destino di Rossella e Rhett, che rimane sospeso nell’indeterminatezza del domani, liberamente immaginabile da ognuno come un tratto che esca dalla cornice di un quadro. [Continua »]






Molto tempo fa un’amica mi ha raccontato la sua personale valle di Baca. Letteralmente il luogo del pianto. Un luogo in cui ritrovare forza e direzione. Un luogo da trasformare in fonti e da ricoprire della benefica pioggia d’autunno, come menziona il Salmo 84.