Gli eroi di "carta" di Alessandro di Nocera
Alessandro Di Nocera è autore di un bel libro (e originalissimo nella grafica) sul mondo del fumetto americano “Supereroi e superpoteri. Miti fantastici e immaginario americano dalla guerra fredda al nuovo disordine mondiale” (Castelvecchi). Alessandro ha risposto ad alcune domane sull’universo del fumetto Usa.
Supereroi e superpoteri sarebbero impensabili senza le metropoli, e l’universo industriale che le ha rese possibili. E’ per affrontare questo nuovo spazio collettivo che il corpo dell’eroe si attrezza di poteri “super”. Eppure i supereroi hanno in comune un codice zoomorfo: è l’animale che rivive grazie all’eroe. Basta pensare all’uomo ragno: il morso richiama riti antichissimi. Come si spiega questa duplicità?
Anche se il concetto di supereroe contemporaneo deriva da quello del superuomo ottocentesco – da quello letterario dumasiano fino all’ubermensch delle teorizzazioni filosofiche di Nietzsche -, le sue radici restano archetipe. L’idea di forza nell’immaginario dell’umanità è – fin dalla preistoria – connessa con i fenomeni naturali, col dinamismo quasi magico degli animali (basta pensare alla loro formidabile rappresentazione nelle pitture rupestri). La trasformazione/trasfigurazione [Continua »]


Obscura in nocte eram et e velivoli fenestrella prospectans nihil aliud quam nigrum colorem heri vesperi videbam. Atqui sciebam sub me non nihil esse: aqua, multa aqua erat. Mare Atlanticum erat. Eboraco Novo Romam volabam et tam velociter suspensus in aere memoriam cursus maritimi per fretum Siculum in navigio repetebam, quod iter facilius, si verum dicere volo, erat. Praeteritum vesperum respexi cum mare maximis fluctibus exasperatum erat et, quamvis haud procul abesse a utraque ora maritima scirem, mihi in alto et maximis fluctibus exasperato mari esse videbatur. Volatus turba et aeris vacuum interdum tolerabilia quam fluctus vehemens sunt. Aqua vehemens esse scit quod solida ut terra et fluida pervadensque ut aer esse scit. 

